Il Fiore del Carmelo

Da tempo siamo silenziose perchè il grande avvenimento di questi ultimi mesi, la visita di Benedetto XVI in Terra Santa, non aveva bisogno di commentari.

Noi l’abbiamo vissuto con entusiasmo, gioia, amore, fede, nella preghiera e nella partecipazione attiva, rendendo grazie a Dio per tanti benefici.

Ora la Solennità della Madonna del Carmelo, il 16 luglio, ci spinge a ricordarvi che il nostro sito prende il nome da lei, FLOS CARMELI, il Fiore del Carmelo.

È stupendo riflettere alla forza del poema, che inizia con queste parole e che è stato cantato ininterrottamente dalle generazioni carmelitane per tanti secoli. Nel nostro sito lo si può leggere. Vedi la pagina delle preghiere.

 

È giunto finalmente il momento di mostrarvi quanto abbiamo donato al S. Padre come carmelitane di Terra Santa: l’icona di Santa Teresa di Gesù.

Con la compiacenza del Nunzio Apostolico, Benedetto XVI ha potuto contemplarla nella sua stanza alla Nunziatura di Gerusalemme, dove soggiornava.

Volevamo assicurarlo della nostra presenza orante nella Terra di Gesù, certe che la sua paterna benedizione ci aiuterà ad essere fedeli alla nostra vocazione.

 

(L’icona e la spiegazione del depliant)

 

L’ Icona di Santa Teresa di Gesù

L’icona è stata realizzata al Monastero dell’Annunciazione a Nazareth.

 

 Prima di presentare l’icona in questione, è opportuno spendere qualche parola sulle icone in generale. Le icone sono nate in Oriente, prima dello scisma avvenuto nella Chiesa. Dopo la divisione che ne è seguita, l’arte iconografica ha continuato a svilupparsi nella Chiesa ortodossa e più tardi anche nelle Chiese orientali che si sono unite a Roma. Da alcune decadi, l’arte iconografica ha preso piede anche in Occidente nel segno di un ritorno alle fonti, perché faceva parte della storia della Chiesa quando era unita. Se è legittimo dipingere le icone dei santi della Chiesa latina, poiché la santità appartiene alla Chiesa Una, è tuttavia evidente che bisogna rispettare la tradizione e le regole della pittura iconografica. Se i santi dell’Oriente hanno numerose icone che si possono imitare e a volte anche copiare, non avviene la stessa cosa per i santi occidentali, perché per questi non esistono modelli precedenti da imitare e quindi è necessario fare appello alla creatività.

Realizzare un’icona della grande santa Teresa significa al tempo stesso ispirarsi alla tradizione dell’iconografia bizantina e trasmettere la sua spiritualità latina, assolutamente unica. L’iconografia è lontana dall’arte naturalistica: l’icona di un santo non è il suo ritratto fisico, bensì tende a raffigurare la persona trasfigurata, o come Dio l’ha creata, come Dio l’ha voluta. Si tratta di evidenziare, per quanto è possibile, la vita interiore del santo o della santa. Il suo aspetto fisico, così com’era, è l’ultima preoccupazione di cui tenere conto. Non mancano alcuni tratti particolari che permettono di identificare il santo, ma il viso deve restare iconografico.

È stato rilevato che l’abito che porta santa Teresa è quello che portavano le Carmelitane della sua epoca, e la stessa cosa si può dire dei sandali. Ma la maniera di dipingere l’abito non è naturalistica: le pieghe sono stilizzate con giochi di ombre e luci, secondo le regole iconografiche. In effetti tutta la luce deve scaturire dall’interno dell’icona, senza tuttavia inserire delle ombre proiettate, e non dall’esterno, come se venisse dal sole o da una lampada.

Al centro dell’icona sta Gesù Cristo, di cui santa Teresa ha avuto delle visioni. Il Cristo è raffigurato con il suo aspetto iconografico e non come lo vedeva santa Teresa. Accanto c’è san Giuseppe, un po’ in disparte perché, pur non essendo la sua presenza essenziale, ha tuttavia un ruolo importante; in effetti è a lui che santa Teresa, nella preghiera, ha affidato il compito di vegliare sulle sue fondazioni. Tutta la scena è circondata da bastioni, quelli di Avila, che richiamano al tempo stesso le mura dei Monasteri e le mura del “Castello interiore”, che è un passaggio essenziale della spiritualità di santa Teresa.

Nella parte alta dell’icona, una farfalla evoca l’immagine che santa Teresa si faceva dell’anima immortale. All’interno del recinto c’è un pozzo che alimenta la pioggia della grazia, in modo che il fiume della grazia stessa scorra verso il mondo, a partire dal portone del Monastero. Sono immagini ricavate dagli scritti della Santa. Infine santa Teresa tiene in mano un rotolo sul quale sono scritte alcune righe del suo famoso poema: “Dio solo basta”.

 

Gli avvenimenti gioiosi e tristi di questo periodo non ci lasciano indifferenti, ma affidiamo tutto a Maria, comprese le vostre vacanze, che vi auguriamo serene e ristoratrici per il corpo e per lo spirito.