
IL
FIORE DEL CARMELO
Monastero del Monte Carmelo
di Haifa – Israele
(sito di solidarietà non a scopo di lucro)
Nel cuore del Carmelo
Care sorelle, cari fratelli nel Carmelo, in una
mattina assolata di questo mese di agosto 2007 ci siamo
messe in cammino, per scalare la montagna, che è il cuore del Carmelo.
Rarissime
sono le carmelitane e ben pochi i carmelitani che
hanno la grazia di salire là dove Alberto, Patriarca di Gerusalemme, poteva
incontrare gli eremiti del Carmelo – otto secoli fa – ascoltare la loro
esperienza di vita, così da rendersi conto qual era il programma di cui avevano
bisogno e che portasse il sigillo
della Chiesa.
Leggete
oggi la lettera di Alberto – tale si può definire la
nostra Regola – indirizzata agli amati fratelli che sotto l´obbedienza di B.
vivevano presso la fonte di Elia, sul
Monte Carmelo.
Eccola,
Sr. Clarita ed io, la vediamo quest´acqua pura, che scende
dall´alto e dà il benvenuto a chi si accinge a salire, fin lassù dove il
convento si stagliava tra le due braccia protettive del Wadi, di fronte al
mare, immerso nel silenzio, che si conserva fino ad oggi. Siamo
lietamente sorprese di trovare qui due giovani che allegramente riempiono molte
bottiglie di plastica con quest´acqua
fresca e purissima.
Come vorremmo fare altrettanto per
voi, sorelle e fratelli lontani …Non è quest´ acqua il simbolo della
contemplazione, tante volte evocato da Teresa nostra Madre? Come sarebbe bello – a volo d´uccello – trasportarci al pozzo di
Sicar per ascoltare la parola del Maestro alla samaritana “Il Messia ?”. “Sono
io che parlo con te”.
Ma
saliamo il nostro monte.
È
stato necessario venirci per preparare la celebrazione del centenario della
Regola.
L´attuale
Patriarca di Gerusalemme Mons. Michel Sabbah invita le carmelitane di
Terrasanta a far memoria qui di questo avvenimento,
nell´intimità e nella solitudine di questa vallata.
Sarà
questo 25 settembre.
Salendo,
il cammino si fa impervio, quindi ci rendiamo conto che il luogo della
celebrazione eucaristica dovrà essere qui, tra cielo e terra, in vista del mare
e dei monti.
Noi
saliamo ancora, pensando a Giovanni della Croce, alle sue massime suadenti ed
incisive, invito allo spogliamento, all’essenzialità, al coraggio dell’´ascesa.
Arriviamo
al monastero e sostiamo nella cappella.
Ci
sentiamo a casa, con tutti voi.
Facciamo silenzio, preghiamo, osserviamo, riflettiamo.
Quale grazia essere qui!
Per
fortuna, il bellissimo volume “Il Carmelo in Terra Santa” tradotto in varie
lingue, permette a ciascuno di venire, di visitare, di sostare.
Se aprite
www.ilfioredelcarmelo.org
potrete vedere quanto abbiamo preparato, autorizzandovi a servirvene.
Quanto
vi abbiamo accennato è tutto documentato, ma c´è dell’inedito di cui nessuno
potrà parlarvi, se non ne ha l´esperienza diretta.
Sapevamo
che oltre il monastero, oltre la grande grotta c’era
un cammino ancora più stretto e impervio, che saliva fino al termine della
vallata, per permettere uno sguardo d´insieme a questo luogo degno di essere
considerato un patrimonio del monachesimo.
A
poco a poco ci inoltriamo nel sentiero, tracciato da
secoli : non è pericoloso, perché grossi massi e cespugli lasciati
crescere in libertà ci danno sicurezza.
Il
sole scotta, ma qua e là c´è ombra e poi
c´è il silenzio che ti accoglie, ti accompagna, ti circonda.
Troviamo
due massi e ci sediamo per pregare e contemplare.
Da
un lato c´e una immensa parete di alberi e
rocce : qua e là si intravedono
piccole grotte, scavate dagli antichi monaci.
Dall´alto
una marmotta ci guarda incuriosita e noi ci lasciamo guardare.
Riprendiamo il cammino : ci sono tratti in cui il
sentiero è stretto, in altri si sale meglio, ma l´importante è di sapere che si
è sulla buona strada. Infatti di tanto in tanto c´è il
pericolo di imboccare un´altra stradina.
Dove
arriveremo?
Dovremo
fare la stessa discesa o troveremo in alto la libertà? “Adonde te ascondiste, Amado?”
Quanti
monaci del passato (greci e latini) avranno gustato l´incanto della Parola
letta e ruminata, in questa solitudine?
Ci
sembra di sognare, mentre i nostri occhi scoprono il fondo di questa
vegetazione selvaggia, i grandi massi suggestivi,
mentre sentiamo che il rumore della città è lontano, quasi inesistente.
“Nel folto penetriamo” ci suggerisce Giovanni,
mentre con perseveranza avanziamo, di stupore in stupore.
Ora
il cammino sembra sbarrato, perché un
albero secolare è caduto, ma, grazie a Dio, ci è
permesso di passarvi sotto. La piccola Teresa ce l´ha insegnato!.
Attorno
vediamo altri alberi caduti, ma noi
continuiamo a salire.
Talvolta
non sono i sassi a segnare la via, ma la pura roccia, sempre in salita.
Poi,
inattesa, una località abitata, si direbbe.
Su
un grande albero è appeso un tavolo, mentre a terra un sofà indica che qualcuno
ha voluto vivere qui ben comodamente, in piena natura.
Non
c´è nessuno e questo ci rassicura, però avvertiamo che ormai siamo prossime
alle abitazioni che dall´ alto
vegliano sul Wadi.
Ancora
dobbiamo cercare come salire, e assieme scopriamo il buon cammino, anche se ci
resta una segreta domanda : “Dovremo rifare tutto il percorso?”. Intravediamo
reti di cinta e qualche casa, poi, poco a poco, troviamo l´uscita.
Ci
siamo!
Ora
possiamo contemplare l´intera vallata.
Con
voi e per voi abbiamo camminato, portandovi nel cuore, affinché a tutti noi sia dato di sperimentare quanto il Carmelo è esigente e
bello.
Che
il suo mistero ci affascini ogni giorno di più e ci consegni a Cristo che ci
mostrerà le strade ineffabili dell’ unione con Dio,
sotto la protezione di Maria, Signora di questa S. Montagna.
Sr. Clarita
Sr. Josefina