
IL
FIORE DEL CARMELO
Monastero del Monte Carmelo
di Haifa – Israele
(sito di solidarietà non a scopo di lucro)
LA BEATA MARIAM: MONACA
CARMELITANA DELLA TERRA SANTA
E’ con grande gioia che cerchiamo di farvi
conoscere un altro fiore della Terra Santa e del Carmelo: la Beata Mariam di
Gesù Crocifisso, beatificata il 13 novembre 1983, dal nostro amato e “santo” Papa Giovanni Paolo II, che meravigliose
parole ha comunicato ai fedeli presenti alla beatificazione di questa sorella
tanto amata da lui stesso, così come dalla Madonna, da Gesù e da San Giuseppe,
proprio come ci narrano gli episodi di tutta la sua vita, sin dalla tenerissima
infanzia.
Il Papa
ha scritto di lei tra le altre cose: “Il suo amore per Cristo è stato forte come
la morte; le prove più dolorose non lo hanno spento, ma al contrario lo hanno
purificato e irrobustito. Essa ha dato tutto per questo amore. L’intera
vita della piccola araba, colma di straordinari doni mistici, è stata, nella
luce dello Spirito Santo, la risposta cosciente e irrevocabile ad una vocazione
di santità, vale a dire a quel progetto eterno di salvezza, di cui parla san
Paolo, che la misericordia divina ha stabilito per ciascuno di noi.
Tutta
la sua vita è frutto di quella suprema “sapienza” evangelica della quale Dio si
compiace di arricchire gli umili e i poveri, per confondere i potenti…Mariam è
il frutto di Terra Santa. In essa tutto
ci parla di Gesù. Innanzi tutto i posti nei quali Ella è vissuta. Nazareth,
presso cui è nata; Betlemme dove ha consumato il suo sacrificio; il Monte
Carmelo, simbolo della vita di preghiera solitaria, quadro della sua vita
religiosa ma, soprattutto, Ella ci avvicina al Calvario, poiché non ha cessato
di portare nella sua vita la Croce di Gesù, scegliendo per sé il nome di
crocifisso.”
La vita
di Mariam, per così dire inizia proprio a Betlemme ove i genitori si erano recati
a piedi in pellegrinaggio, proprio per chiedere il dono di un figlia,
promettendo, provati dalla morte
dei loro dodici figli di chiamarla
Maria, in onore della Madonna e offrendo
a Dio una quantità di cera uguale al peso che avrebbe avuto all’età di 3 anni.
Infatti la Madonna concesse la grazia agognata a
questi genitori così provati, quanto devoti, tanto che Mariam vide la luce ad
Ibellin in Galilea, il 5 gennaio 1846.
All’età di 5 anni ella per la prima volta
sentì il Signore parlare al suo cuore, dopo la morte dei suoi tanto amati
uccellini; Egli, mentre Mariam si accingeva dispiaciutissima a seppellirli, le
disse: “Tutto passa così! Se vuoi darmi il tuo cuore, io resterò sempre
con te! Da quel momento
in poi seguì questo invito senza esitare, neppure nelle prove più dolorose e
terribili. Rimase infatti orfana, insieme al fratello Paolo in tenerissima età,
e venne affidata allo zio paterno, senza poter mai più rivedere l’adorato
fratello (affidato alla zia materna). A 13 anni rinuncia, subendo disprezzo e
le angherie da parte dei parenti e dello stesso confessore, a sposarsi, perché
il suo unico desiderio era quello di essere tutta di Gesù, come aveva promesso.
Per aver anche
rinunciato a farsi musulmana, ricevette in risposta, un colpo di scimitarra
alla gola. Creduta morta venne abbandonata nel cuore della notte in un luogo
solitario, ma la Madonna (una misteriosa suora vestita d’azzurro), la porta in
una grotta curandola con infinita tenerezza e indicibile bontà ed amore. A 19
anni anni, venne accolta a Marsiglia tra le figlie di San Giuseppe, ma come le
era stato preannunciato, venne allontanata dalla comunità. Trovò però
accoglienza tra le carmelitane di Pau dove conquista i cuori con il candore della sua semplicità e la
prontezza della sua obbedienza. Nel 1870 la ventiquattrenne Suor Mariam
con altre monache viene inviata in India a fondare un nuovo Carmelo.
Ma nella nuova destinazione troverà
sofferenze su sofferenze. Alle prove interiori tremende (il demonio le
insinuerà i pensieri più angosciosi e cercherà invano di gettarla nella
disperazione) si aggiungerà l’incomprensione della nuova priora e del
vescovo locale: come al Convento di San Giuseppe, il pomo della discordia è
costituito dai suoi carismi
straordinari.
La piccola araba (così veniva anche
chiamata) viene rispedita a Pau, dove è ben felice di tornare. Ma il Signore le
chiede un nuovo distacco: nel 1875 con un piccolo gruppo di consorelle parte
alla volta della Terra Santa. Scopo del viaggio, la fondazione di un
Carmelo a Betlemme. Gesù stesso le mostra in visione
il luogo e come sarebbe dovuto diventare il nuovo monastero: una bella
costruzione circolare, funzionale e di ottimo gusto, ben inserita nel paesaggio
palestinese.
Contemporaneamente si delinea quello che sarà il suo carisma
specifico nella Chiesa: far conoscere lo Spirito Santo, e farlo conoscere
proprio in quel XIX secolo in cui si parla di Satana più di quanto si parli di
questo mirabile «Dio sconosciuto». E dello Spirito Santo Suor Maria appare un
capolavoro: la piccola figlia della Galilea, che gli fu straordinariamente
devota fin dall’infanzia, è la dimostrazione vivente di come proprio Lui sia
l’artista incomparabile che modella e cesella i santi. Sospinta da un’ispirazione
interiore non può fare a meno di scrivere al Papa - lei, così umile e
schiva – per comunicargli i segreti che bruciano nel suo cuore : nel
giugno 1877 fa pervenire a Pio IX un
messaggio per indurlo a promuovere una
più profonda devozione allo Spirito Santo.
Le visioni apocalittiche che il Signore
le concede si alternano a episodi di deliziosa semplicità, come i suoi teneri
colloqui con gli animali più svariati, che l’ascoltano e le obbediscono in modo
stupefacente. Il dono dei miracoli, che possiede in abbondanza, non la esenta
certo dalle fatiche: lavanderia, cucina, giardino, cantiere, marmellate,
conserve... Suor Mariam è sempre
pronta a scomodarsi per fare un piacere.
E proprio nel donare un servizio alla
comunità che incappa nell’incidente che la condurrà alla morte. Mentre porta
agli operai del cantiere due pesanti secchi di acqua fresca, inciampa e cade,
fratturandosi un braccio. A nulla valgono le pronte cure: dalla ferita si
sviluppa una cancrena dolorosissima che in capo a quattro giorni mette fine
alla sua avventura terrena.
Muore
serenamente nel suo trentatreesimo anno. E muore proprio nella città dove i
genitori l’avevano chiesta in dono al cielo. Ed ora il cielo se la
riprende. E’ il 25 agosto 1878. I funerali di colei che la gente
definivano già santa avvennero il 27 con un concorso di fedeli e di popolo mai
visto prima…
La nostra straordinaria sorella ed amica, viene poi beatificata il
13 novembre 1983, da un altro grande “santo” Papa Giovanni Paolo II, che
non solo ha auspicato la pace in quella Terra tanto martoriata, ma crediamo
anche la sua canonizzazione, perché questa “luce candida ed immacolata” venga
posta sul “monte” per illuminare tutte le anime, specie quelle che sono ancora
alla ricerca di Dio e quelle che più soffrono nel corpo e nello spirito,
proprio come lei, per permissione divina ha sofferto: per essere vicina
concretamente a tutti indistintamente, con Maria e come Maria, discretamente e
teneramente…
Per ulteriori approfondimenti:
· Mariam di Betlemme-Vita della B.Maria di
Gesù Crocifisso carmelitana- Ed. San Paolo (anno 2005)
Chi vuole può anche visitare su internet il
gruppo dedicato a lei:
http://it.groups.yahoo.com/group/beatamariam
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Pastorale per il 125° anno della
morte di Mariam